mercoledì 31 maggio 2017

#PARLAchiLEGGE #18

Che cos'è #PARLAchiLEGGE

#PARLAchiLEGGE è una rubrica quindicinale. Ogni 2 mercoledì esce una breve intervista a un lettore. 

Vorresti essere il prossimo? È semplicissimo, non devi far altro che scrivermi a quandolaserelegge@gmail.com



Oggi parliamo con Francesca


Francesca è una delle ormai tante lettrici che seguo su Instagram e dalle cui foto mi lascio affascinare e ispirare. La mia  curiosità per le abitudini altrui si trova particolarmente a proprio agio tra le immagini condivise sul social che spesso svelano involontariamente piccole segreti del lettore che le ha scattate. Ma poi mi è venuta voglia di scoprire di più di Francesca e allora la ho invitata a partecipare a #PARLAchiLEGGE.

Mi chiamo Francesca ho 28 anni, sono siciliana, ho vissuto, studiato e lavorato per 9 anni a Milano e da pochi mesi mi sono trasferita a Bologna per lavoro e per amore. Ringrazio la Sere per questa bella opportunità.
Il mio rapporto d’amore con i libri nasce nelle calde e oziose estati nel cortile antistante la casa di mia nonna materna, con grande astio di mio cugino che avrebbe preferito che giocassi con lui a calcio o a pallavolo. In quelle estati su una sedia sdraio leggevo i libri che erano stati di mia mamma e delle mie zie, tra cui una vecchissima edizione di Una ragazza all'antica, titolo con cui era stato inizialmente pubblicato in Italia An Old-Fashioned Girl di Louise MayAlcott… il passo successivo a Piccole Donne fu praticamente automatico. Ma ammetto che sono diventata una lettrice famelica e appassionata quando una cara amica di mia mamma per i miei 11 anni mi regalò il primo volume della saga di Harry Potter, quando in Italia erano già usciti i primi 4 volumi. La serialità mi ha dato il gusto della lettura e da lì non sono più tornata indietro.



Quanti libri hai letto negli ultimi dodici mesi?
Direi una ventina, cerco di mantenere una media di 2 libri al mese. Per tracciare i miei “progressi” riporto le mie letture sul social network Goodreads.

Carta o digitale?
Solo carta, sentire le pagine che scorrono, percepire quanto poco manchi alla fine e quanta strada hai già fatto con quel libro sono sensazioni a cui non posso rinunciare. Penso però che il digitale possa essere un alleato per chi viaggia spesso, per lunghi periodi e in luoghi un po’ isolati.

Libreria, internet o biblioteca?
Per quanto ammiri le biblioteche e adori trascorrervi il mio tempo, la mia scelta ricade sulla libreria, meglio se indipendente e con librai pronti a consigliarti o a scambiare due chiacchiere. Quando viaggio cerco sempre di inserire nei miei itinerari almeno una visita alla biblioteca principale della città e a una bella libreria. Quando sono triste o giù di corda entrare in libreria per me è terapeutico, anche se cerco di non cedere alla tentazione dell’acquisto compulsivo.

Se ti chiedessi due titoli?
Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi (Mondadori), in cui l’autore ripercorre un pezzo della storia d’Italia con cui ancora non abbiamo fatto pace e di cui ancora fatichiamo a delineare i contorni. 
Via col vento di Margareth Mitchell (Mondadori) perché lì dentro c’è tutto, guerra, amore, forza di volontà, coraggio, bontà, i buoni, i cattivi, il conformismo e l’anticonformismo… e poi per Rhett.
Potrei aggiungere anche Il buio oltre la siepe di Harper Lee (Feltrinelli) e L’eleganza del riccio di Muriel Barbery (E/O)… ma la richiesta era per due titoli. 😊

Per immaginarti meglio, dove leggi di solito?
Quando ho avuto un periodo da pendolare leggevo moltissimo in treno e mi piaceva anche. Ma in generale, oltre che spiaggiata sul letto o sul divano, adoro leggere con la luce del tramonto su una panchina al parco, guardando i bambini che giocano, alla fine di una lunga giornata davanti al PC. Mi rimette al mondo.

È il momento della confessione: un libro che hai abbandonato?
Non sono molti, per fortuna. Ho abbandonato Un indovino mi disse di Tiziano Terzani (TEA), ma conto di tornarci prestissimo perché mi affascina moltissimo, anche se non sono ancora riuscita a perdermici dentro. Di recente ho abbandonato Eccomi di Jonathan Safran Foer (Guanda) perché arrivata a pagina 400 mi aveva stancata e per me non andava da nessuna parte ma alimentava solo frustrazione. Stavo per abbandonare La porta di Magda Sazbo (Einaudi), ma per fortuna non l’ho fatto, adesso è un libro che adoro (ops… i titoli così son diventati 5!).

Confessione n.2: segnalibro o vergognose orecchie?
Segnalibri, due per libro, uno per segnare il punto in cui sono arrivata e l’altro che segna il mio obiettivo quotidiano… forse sono un po’ troppo metodica…

Una foto della tua libreria di casa?
La libreria di Francesca

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