giovedì 27 ottobre 2016

#disegniEparole - PIOGGIA

Che cos'è #disegniEparole

#disegniEparole è una rubrica che esce quando capita. Avrei voluto dargli una cadenza fissa, ma sono ahimè succube di iperboliche settimane che finiscono per ingarbugliarsi sempre all’inverosimile, nonostante i miei migliori propositi di vivere senza corse contro il tempo e senza fiato corto.
Ogni appuntamento è occasione per approfondire un argomento diverso, attraverso uno o più albi illustrati. La rubrica mi porta in giro per librerie e biblioteche alla scoperta di case editrici, illustratori e libri di tutti i formati e colori.


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La PIOGGIA per #disegniEparole






Oggi parliamo della PIOGGIA

La pioggia – A Bologna piove molto… non come a Londra o come a Dublino, certo, ma in quanto ad acqua non possiamo proprio lamentarci. In realtà da noi arriva anche l’estate e quando dice sul serio la colonnina di mercurio supera abbondantemente i 30 gradi, ma sempre con un livello di umidità sopra al limite di sopportazione. Ad ogni modo l’estate passa e autunno, inverno e primavera sono sempre buoni per interminabili giornate di pioggia e nebbia, eccetto le ormai rare nevicate che ci sono concesse. 

Insomma, dopo tre mesi di bel tempo e di caldo, non sono molti quelli che accolgono l’autunno con grande gioia e mi sento sempre un po’ sola a festeggiare le prime zuppe di verdure, l’odore di caldarroste sotto ai portici e le esplosioni di colori che anche la città ci regala. Ecco, la pioggia trova ancor meno sostenitori dell’autunno tout court… come negare la noia di trovarsi sempre con i piedi bagnati e doversi portare dietro tutto il giorno un ombrello fradicio? Io per prima trovo difficile vederne il lato positivo. Cerco di illudermi, immaginando le belle letture che potrò concedermi in casa, al riparo dall’acqua… ma purtroppo il lavoro non si ferma davanti alle previsioni meteo e capita che tocchi uscire a caccia di un autobus anche sotto alla pioggia. Ma c’è chi riesce meglio di me ad entusiasmarsi anche davanti alle giornate più grigie e allora forse è solo questione di ribaltare la medaglia e imparare a vedere le cose dal lato migliore.

È proprio questo lo spirito che traspare da Il sabato è come un palloncino rosso di Liniers, dove, davanti alla finestra, Matilde consola la sorellina Tina:
«Non preoccuparti! La pioggia è divertente. Bisogna solo coprirsi bene».
Che suona molto simile agli insegnamenti che hanno cercato di trasmettermi gli accompagnatori CAI, in previsione di una camminata in montagna:
«Non importa il brutto tempo, basta avere le attrezzature adeguate».
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Con la spontaneità e la freschezza tipica dei bambini, Matilde mostra pian piano alla sorella quali divertimenti offre la pioggia. E diciamolo pure: quale bambino non adora saltare nelle pozzanghere e schizzarsi quanto gli pare di fango? E infatti è proprio questo che faranno le due protagoniste e urleranno alle nuvole, berranno la pioggia e raccoglieranno lombrichi, insieme, senza adulti, libere. Perché i genitori non si vedono, le pagine scorrono veloci, con grande tenerezza e grazia. Matilde si prende cura di Tina con premura, la sprona e le mostra come cogliere il meglio della giornata. Le due sorelle non bisticciano e non si fanno i dispetti e quell’attimo di tristezza viene subito superato con un bel mazzetto di palloncini. Una favola col sorriso, per ritrovare il piacere anche quando questo sembra ormai perso, un invito alla creatività e alla libertà da sfoggiare nelle giornate apparentemente più noiose.

Quello di Liniers in realtà è un fumetto, ma vi ho ritrovato qualche elemento dell’albo illustrato. Innanzitutto le immagini libere e la griglia pressoché assente, che compare in qua e in là, ma solo per dare un ritmo alla pagina. Scompaiono anche le didascalie (eccetto una), lasciando così tutto affidato ai disegni e ai dialoghi. Tra le pagine si ritrova la dolcezza che caratterizza tutte le vignette di Liniers, quella che accompagna le brevi scene di Enriqueta e il gatto Fellini o del mostro Olga nella serie Macanudo, che conobbi per la prima volta durante i miei sei mesi di vita porteña in quel di Buenos Aires. All’epoca l’autore argentino pubblicava infatti una striscia alla settimana sul quotidiano «La Nación» e presto diventò un appuntamento fisso nelle mie giornate a suon di mate, milanesas ed empanadas. Tornata in Italia, nel 2010 ebbi poi l’immenso piacere di incontrarlo dal vivo al BilBOlbul Festival, dove presentò proprio Macanudo e dove riuscii a portarmi a casa una sua bellissima dedica.

In Ciao Cielo di Dianne White, con illustrazioni di Beth Krommes, l’arrivo del temporale genere invece un certo fuggi fuggi, con non poco malumore da parte dei bambini: la grande si annoia, costretta in casa e il piccolo piange spaventato. Ci si rintana sotto alle coperte, ma ai tuoni non si sfugge. Non appena la tempesta diminuisce di intensità, ecco però che la bimba corre fuori, armata di stivali rossi, impermeabile e ombrello, a godersi lo splendore del paesaggio bagnato. Così arriva allo stagno, dove sguazzano indisturbate le tartarughe e le papere, ma all’improvviso… l’ombrello viene abbandonato e si corre a giocare, tra pozzanghere e fango.

Il testo, nella traduzione poetica di Bruno Tognolini, è semplici e non sempre necessario, ma le rime e il ripetersi continuo delle parole ne fanno quasi una filastrocca. Il ritmo è incalzante e segue l’infuriare della tempesta, rallentando via via che anche questa si calma, per poi spegnersi sul finire della giornata, per dare il tempo ai bimbi di prepararsi per la notte e agli animali di foraggiarsi.
Beth Krommes sfrutta meravigliosamente l’effetto di movimento creato dalla tecnica dello scraperboard. E qui il movimento fa pensare al vento, che sicuramente soffia in questa giornata di pioggia. Ma è soprattutto nelle tavole notturne che l’uso dello scraperboard raggiunge la sua massima riuscita con il gioco di contrasti tra il nero della notte e il giallo delle stelle.

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I disegni naif, con le forme arrotondate e le gote rosse alla Heidi delle pochissime persone che compaiono tra le pagine del libro, sono completate dalla grande attenzione per i particolari più minimi e secondari. Dal cappello del contadino che vola nel vento, all’interno del fienile che appare in lontananza. In tutte le tavole sono poi presenti gli animali, sia quelli domestici (quelli di casa e quelli del cortile), sia quelli selvatici, che sembrano convivere in grande armonia con l’uomo. E il mondo della campagna qui è proprio il vero protagonista: non solo maiali, papere e cavalli, ma anche il lavoro nei campi, il fieno per gli animali, gli attrezzi del mestiere e la grande varietà di piante e fiori tutto intorno. Un quadretto ormai appartenente al passato, come la fontana a pompa che si scorge sul finire della giornata. Un mondo lontano anni luce da quello urbano in cui la maggior parte dei bambini ormai cresce, spesso ignorandone l’esistenza.


Due libri di pioggia, che si chiudono però con il sole, perché le brutte giornate possono purtroppo capitare, l’importante è che finiscano bene.


Ecco i libri citati


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TITOLO: Il sabato è come un palloncino rosso
AUTORE: Liniers
ANNO: 2013
PAESE: Argentina ETÀ: dai 5 anni
TITOLO: Ciao Cielo
AUTORE: Dianne White e Beth Krommes (illustrazioni)
EDITORE: Il castoro
ANNO: 2016
PAESE: Stati Uniti
ETÀ: dai 4 ai 5 anni

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