giovedì 21 luglio 2016

CANTALAMAPPA ** RAGAZZI

Cantalamappa_Wu_Ming

Scheda del libro

TITOLO: Cantalamappa. Atlante bizzarro di luoghi e storie curiose
AUTORE: Wu Ming, con illustrazioni di Paolo Domeniconi
EDITORE: Mondadori Electa
ANNO: 2015
PAESE: Italia
ETÀ: dai 7 agli 11 anni
TRAMA: Guido e Adele Cantalamappa hanno viaggiato il mondo in lungo e in largo, nel corso della loro vita. Il loro nuovo vicino di casa, nonché bibliotecario di Fessachiopoli, narra 15 delle loro avventure in altrettanti racconti, scanditi dal Librone dei Viaggi e dai numerosi strani personaggi che i coniugi hanno conosciuto.


Le mie riflessioni

Ogni tanto mi piace curiosare anche tra la letteratura per ragazzi, ritrovando il piacere e lo spirito di avventura con cui, da bambina, mi apprestavo a entrare nel mondo incantato delle storie. Con Cantalamappa, poi, l'avventura è assicurata.
I coniugi visitano infatti luoghi molto particolari, a metà strada tra fantasia e realtà, dove si tramandano legende antiche o dove si sono verificati eventi importanti.

Ormai alcuni anni fa, imbattutosi nello straordinario albo illustrato Mappe di Aleksandra Mizielinska e Daniel Mizielinski (Electa, 2013) grazie ad Annalisa Angelini della Libreria Ulisse di Bologna, Wu Ming 2 tiene una serie di laboratori per bambini: durante gli incontri parte proprio da quelle cartine, per narrare vicende e parlare di personaggi bizzarri, legati ai luoghi più diversi. Visto l'entusiasmo dei piccoli, il collettivo decide di scrivere un libro e raccogliere così ben 15 storie avvincenti, ricche di spessore e tutte con un messaggio ben chiaro. Si parla di rispetto verso gli uomini, gli animali e, più in generale, la natura; si denunciano ingiustizie, abusi e prepotenze, in difesa della libertà, auspicando a un mondo migliore, giusto e pulito.

In Toc e Patòc si narrano ad esempio le vicende drammatiche della diga del Vajont, delle angherie e della disumanità di certe decisioni, prese pensando esclusivamente agli interessi economici, senza tenere in conto la vita della povera gente che avrebbe potuto perdere (e che ha perso) la vita.
Rapa Nui parla invece dell’Isola di Pasqua, non tanto per esaltare le sue famosissime statue, ma per narrare come la popolazione indigena abbia scelto di disboscare completamente il territorio pur di costruire i moai.
È quasi inverosimile invece che sia stato costruito un cinema all’aperto proprio nel mezzo del deserto del Sinai e che, peraltro, non sia mai stato utilizzato… ma basta fare una semplice ricerca su Google per ammirare numerosissime immagini della platea fatiscente e spettrale. Altrettanto incredibile è la storia dell’Isola delle Rose in Micronazioni, una piattaforma artificiale costruita dall’ingegnere Giorgio Rosa nelle acque internazionali del Mediterraneo: lingua ufficiale l’esperanto, valuta il Milo e francobolli propri.
Infine, non posso non citare Paperelle, con l’isola della plastica (o Pacific Trash Vortex), un accumulo enorme di immondizia che, secondo le stime riportate su Wikipedia, potrebbe raggiungere anche una superficie pari a quella degli Stati Uniti. E a quanto pare, sul pianeta, ce ne sarebbero anche altre. Personalmente non sapevo proprio dell’esistenza di questo fenomeno e ne sono rimasta letteralmente sconvolta. Mi chiedo anzi come sia possibile che, negli anni di scuola (seppure siano ormai un po’ lontani), nessuno me ne abbia parlato. Devo ricordarmi di chiedere agli amici insegnanti se spiegano questo orrore ai loro studenti… e magari sarebbe un’occasione per inserire Cantalamappa nelle loro lezioni!

Ma con tutti quei viaggi e quelle avventure, Guido e Adele rischierebbero di dimenticarsi cosa hanno visto dove e quando, se non fosse per il loro bellissimo Libro dei Viaggi. Un volume enorme, ricco di ricordi, parole e anche tante immagini (magistralmente disegnate da Paolo Domeniconi).
Ecco, non posso certamente dire di aver girato il mondo in lungo e in largo come i nostri protagonisti, ma nel mio piccolo, amavo anch’io accumulare diari di viaggio, dove annotare piccoli aneddoti, conservare ritagli di brochure, biglietti e cartine di yogurt nelle lingue più svariate. A un certo punto mi sono fatta prendere dalla pigrizia, ma forse dovrei ricominciare. Chissà che quest’estate non sia l’occasione giusta?!

Per concludere, consiglio vivamente la lettura dell’intervista di Pierfrancesco Pacoda al collettivo Wu Ming, apparsa su QN all’uscita del libro.

2 commenti:

  1. Grazie Zia Serena,
    mi sono innamorata perdutamente di Guido e Adele Cantalamappa e del loro peloso capibara. Bernardo invece è innamorato del Verme Mongolo dei ravioli.
    Lo sto regalando a tutti...
    Grazie.

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    Risposte
    1. Ma che bello! Anche per me è stato una rivelazione e sono contenta di poter diffondere le storie incredibili dei Cantalamappa. :)

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