giovedì 10 marzo 2016

PICCOLI SUICIDI TRA AMICI


Scheda del libro

TITOLO: Piccoli suicidi tra amici
AUTORE: Arto Paasilinna
EDITORE: Iperborea
ANNO: 1990
PAESE: Finlandia
TRAMA: Il direttore Onni Rellonen decide di suicidarsi il giorno di San Giovanni. Per l’occasione sceglie un vecchio fienile abbandonato, ma, una volta giunto sul posto, trova il colonnello Hermanni Kemppainen, alle prese con un cappio, pronto a impiccarsi.
Da questo incontro, nasce una strana amicizia tra i due uomini, che decidono di creare un gruppo di aspiranti suicidi di tutta la Finlandia, per sostenersi a vicenda. Viene così pubblicato un annuncio sul giornale, a cui rispondono più di 600 persone. I due uomini, aiutati dalla vicepreside Helena Puusaari, organizzano quindi un seminario di suicidologia per incontrare gli interessati e pensare insieme a quali azioni mettere in pratica. Dall’incontro nasce un gruppo di circa 30 persone, che percorreranno mezza Europa sulla Saetta della Morte, alla ricerca di un luogo adatto dove compiere un suicidio di massa: dalle scogliere di Capo Nord, ai precipizi delle Alpi Svizzere, fino al promontorio di Sagres in Portogallo.

Le mie riflessioni

La biografia dell’autore recita:

Ex guardiaboschi, ex giornalista, ex poeta…

Tutti questi ex hanno decisamente richiamato la mia attenzione. Quel guardiaboschi mi ha affascinata e quell’ex poeta mi ha fatto un po’ ridere. La frase poi continua dicendo che Paasilinna è molto apprezzato per il suo humor spiccato e allora mi viene da pensare che anche la biografia deve averla scritta lui. Spiritosa è spiritosa! E spiritoso è anche il libro.

Come accenno in Chi è la Sere, mi piace uscire dai confini italiani e spaziare tra la letteratura (solitamente contemporanea) di altri paesi. In particolare mi piace andare verso l'Europa del Nord, gli Stati Uniti o il Giappone... ecco quindi che aver scoperto la casa editrice Iperborea mi ha aperto un mondo ricco di spunti sfiziosi!

Inizialmente pensavo che il titolo di questo libro fosse stato ripreso da un film del ’94, Piccoli omicidi tra amici, ma, a quanto afferma google translator, la traduzione letterale dell’originale in finlandese sarebbe Un affascinante gruppo di suicidio, quindi evidentemente l'assonanza non era voluta.

All’inizio del libro, Paasilinna informava il lettore che all’epoca in Finlandia si compivano 1500 suicidi all’anno, contro un centinaio circa di omicidi e delitti. Dalle statistiche odierne che ho trovato su internet, non mi sembra che la situazione sia cambiata di molto. Insomma, si parla di numeri davvero alti. È curioso che si decida di fare dello spirito su una tematica così tragica e prepotentemente reale, ma direi che l’autore ci è riuscito con grande tatto e delicatezza. Il libro non mi ha strappato risate sguaiate, ma mi ha fatto più volte sorridere, senza nulla togliere alla drammaticità del suicidio e della sofferenza di chi decide di compierlo. Non si ridicolizza infatti il dolore dei personaggi, ma le situazioni nelle quali vengono a trovarsi, spesso inverosimili. Sono assurdi il pullman Saetta della Morte, l’associazione Morituri Anonimi, la discussione con i tossicodipendenti di Zurigo o la battaglia con gli hooligans tedeschi. Così com’è ridicolo il continuo nominare i personaggi, accompagnati ognuno da un appellativo: il guastatriboli Seppo Sorjonen, la vicepreside Puusaari, il trasportatore Korpela, l’allevatore di renne Uula Lismanki

Oltre che spiritoso, l’espediente è poi di aiuto al lettore non finlandese. I nomi risultano infatti tutti molto difficili e spesso tendono a confondersi tra loro. Io mi sarei persa più di una volta tra i diversi personaggi, senza quegli appellativi. Quindi, grazie Arto per questa trovata!

Come dicevo, la storia prende spesso pieghe surreali, ma non mancano, qua e là, alcuni riferimenti assolutamente “terreni”, quasi a voler ancorare le vicende al qui ed ora. Come fa notare Diego Marani nella postfazione, il libro ci ricorda che ogni tanto il gabinetto chimico del pullman andrà svuotato, così come ogni tanto bisognerà fare la spesa. Ecco, magari Paasilinna si è dimenticato che allora, per viaggiare in Europa, ogni tanto era anche necessario cambiare valuta. Ma questo a voler essere proprio pignoli.

Trovo che l’idea da cui parte il romanzo sia particolarmente originale, così come originale è il modo di mostrare quanto il gruppo e il senso di appartenenza possano essere di sostegno. Tuttavia ho trovato un po’ lunga tutta la serie di vicissitudini che si susseguono e verso la metà del libro il ritmo subisce un rallentamento pauroso. Dopo l’episodio di Capo Nord, era abbastanza chiaro dove volesse andare a parare e quindi metà delle avventure tra Germania, Svizzera, Francia e Portogallo mi sono sembrate assolutamente superflue. Sarà forse che non vedevo l’ora di iniziare la mia prossima lettura? Ma per ora non ho intenzione di svelare niente al riguardo!!

Ah, leggendo il libro mi sono trovata più volte a pensare che certe situazioni fossero anacronistiche e pensavo quindi che l’autore avesse volutamente ambientato la storia in un tempo-non-tempo. Ho poi notato che Piccoli suicidi tra amici è stato pubblicato per la prima volta nel 1990 e allora le mie riflessioni hanno cambiato rotta. Quante cose sono cambiate in appena 26 anni. Cioè, non che 26 anni siano pochi… ma nel ’90 io ero già ragazzina e pensare che nell’arco della mia vita adulta ci siano stati così tanti cambiamenti, mi ha scioccato. Nel 1990 il cellulare non èancora di uso comune… a ogni separazione, i personaggi devono infatti mettersi d’accordo in anticipo su dove e quando incontrarsi; internet non è nell’aria e si pubblicano quindi gli annunci sul giornale, per poi ricevere le risposte a una casella di fermo-posta! E soprattutto… non c’è l’euro!!

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